Case history con CORAM Group


23 Aprile 2012

Piantoni sterzo e una vasta gamma di componenti per l’automotive

Coram SpA, azienda con sede principale a Cologne (BS), da oltre mezzo secolo rappresenta un fornitore di riferimento del settore automotive. In questa intervista al CEO Angelo Piantoni sottolineiamo i vantaggi della partnership qualificata con il Gruppo Camozzi.

Fondata nel 1957 da Giuseppe Piantoni come impresa individuale per la produzione di guidavalvole per motori a scoppio, CORAM SpA (acronimo di Costruzioni Ricambi Auto Moto) nel corso degli anni ha esteso l’attività dalla lavorazione meccanica alla lavorazione della lamiera producendo parti per telaio, supporti in lamiera, supporti saldati, ecc.

Nella prima metà degli anni Ottanta è inoltre stata avviata un’attività produttiva nel campo dei martinetti idraulici per il sollevamento degli autocarri, mentre alla fine degli anni Novanta è iniziata la progettazione e produzione dei piantoni sterzo, diventati nel tempo il prodotto di punta della società.

Per avere un quadro sull’attuale attività del Gruppo e sulle prospettive dei futuri sviluppi abbiamo incontrato il C.E.O. Angelo Piantoni e il Supply Chain Manager Francesco Fiameni.

La Subfornitura - Sig. Piantoni, come si caratterizza attualmente la presenza di Coram SpA sul mercato?

R. - Attualmente circa il 30% della nostra produzione è rivolta al mercato statunitense, circa il 20% a quello italiano, il 18% in Germania e il resto suddiviso soprattutto tra gli altri mercati europei più industrializzati.

La Subfornitura - Come avete vissuto l’ultimo biennio che ha fatto seguito alla crisi industriale?

R. - Nel 2008 avevamo raggiunto il picco massimo della nostra affermazione e, dopo la crisi del 2009, abbiamo realizzato una crescita che ci ha quasi riportato ai massimi livelli. Una parte dell’attività produttiva è stata trasferita presso la nostra filiale Coram Asia, situata a Taiwan, dove possiamo contare su costi inferiori della manodopera. Oltre ai martinetti idraulici, a Taiwan realizziamo altre linee di prodotto tecnologicamente meno avanzate. Presso l’altra nostra filiale estera, la BSM/Coram North America, situata negli Stati Uniti, vengono prodotte alcune linee produttive destinate al mercato statunitense.

La Subfornitura - Essendo presenti da tempo sui mercati internazionali, siete meno condizionati dalla congiuntura economica incerta del nostro Paese?

R. - Sicuramente non siamo così legati alle vicende italiane. Inoltre, disponiamo di un’ampia diversificazione delle applicazioni nel settore automotive: non siamo fornitori dell’auto, ma lavoriamo per i veicoli industriali, le macchine agricole, le macchine per il movimento terra, i carrelli elevatori. Soprattutto i comparti delle macchine agricole e per il movimento terra hanno dato luogo, in questi ultimi anni, ad una notevole espansione, destinata a proseguire anche nei prossimi anni, essendo legata all’incremento della popolazione mondiale e allo sviluppo della meccanizzazione nei paesi in cui ancora diverse operazioni vengono svolte manualmente (Brasile, Cina, India, ecc.).

La Subfornitura - Nel corso dei 55 anni di vita di Coram SpA, la produzione si è arricchita e diversificata. Quali sono oggi i prodotti su cui puntate maggiormente?

R. - Ormai da alcuni anni abbiamo identificato nella produzione dei piantoni sterzo il nostro principale canale produttivo. Oltre a fornire i paesi che stanno vivendo un momento di crescita economica, puntiamo ad accrescere la presenza nel settore del veicolo industriale, offrendo innovazione e flessibilità in grado di contrastare efficacemente la concorrenza delle società multinazionali.

La Subfornitura - Nel corso degli ultimi anni molte medie aziende italiane stanno ottenendo ottimi risultati sul piano internazionale. Anche nel vostro settore si riscontra questa tendenza?

R. - Sicuramente la nostra inventiva e una certa vocazione ad affrontare nuovi settori, anche quando richiedono la rapida assunzione di nuove competenze, ci fanno crescere. D’altro canto ci troviamo a confrontarci spesso con concorrenti tedeschi o americani le cui strutture, magari un po’ “ingessate”, si caratterizzano per una stabilità che tuttora rappresenta un vantaggio competitivo. Nel nostro settore di nicchia, e abbastanza maturo, non possiamo accedere al contributo delle università o dei centri di ricerca; possiamo tuttavia avvalerci della collaborazione di alcuni fornitori autorevoli, che collaborano alla migliore messa a punto del prodotto finito.

La Subfornitura - Come si configura la collaborazione con i fornitori?

R. - In effetti, in questi ultimi anni cerchiamo di sviluppare sinergie con i nostri migliori fornitori, sia per quanto riguarda lo sviluppo di nuovi prodotti, sia per riconoscere tangibilmente l’aiuto che ci hanno assicurato nei momenti di flessione del mercato. Quando dobbiamo realizzare un prodotto nuovo esponiamo le nostre esigenze, di migliorare l’affidabilità e di contenere i costi, lasciando poi la libertà di soddisfare questi input applicando le loro competenze e il loro know-how. Libertà significa proporre, a nostra volta,ai clienti soluzioni in lamiera piuttosto che in alluminio e, in questo ambito,scegliere la forma che meglio si adatta alle specifiche necessità.

La Subfornitura - Ing. Fiameni, il Gruppo Camozzi rappresenta certamente uno dei vostri riferimenti. In quali ambiti si è sviluppata maggiormente la collaborazione?

R. - La collaborazione ha avuto inizio nel biennio 2004 - 2005, con l’acquisto di grezzi di alluminio dalla fonderia FAB, che già faceva parte del Gruppo e in seguito avrebbe assunto la denominazione di Camcasting.

Dopo una fase di collaborazione più tradizionale di rapporto cliente-fornitore, mi sono incontrato con il Dott. Alberto Facchini, Responsabile Commerciale di Camozzi Manufacturing, con l’obiettivo di razionalizzare le nostre forniture di alluminio. La fonderia stava investendo e ci avrebbe assicurato un supporto tecnico nello sviluppo dei prodotti. In quel periodo stavamo sviluppando nuovi prodotti di alluminio nei settori pinza-freno e piantoni sterzo. Furono subito avviati alcuni progetti e, nel giro di pochi anni, Camcasting è diventato il nostro fornitore di riferimento nel campo dell’alluminio, con ottimi risultati dal punto di vista tecnologico e dello sviluppo qualitativo. I due uffici tecnici si sono integrati efficacemente, dando luogo ad una sinergia che è partita proprio dallo sviluppo del prodotto. Negli anni il rapporto si è consolidato con reciproca soddisfazione; mai sono state disattese le aspettative del rapporto, né dal punto di vista tecnico, né per quanto riguarda la gestione dei progetti in termini di costo e di servizio. Una collaborazione di questo tipo funziona anche perché esprime la capacità reciproca di soddisfare le necessità della controparte. Questo per chi acquista significa poter disporre delle competenze di specialisti che possono cooperare significativamente allo sviluppo prodotto, nel rispetto di specifiche che vengono condivise.

La Subfornitura - Le collaborazioni toccano gli aspetti tecnologici, ma coinvolgono le persone. Anche in questo senso si è stabilito un buon feeling?

R. - Sicuramente la sintonia con il Dott. Alberto Facchini, che tuttora rappresenta il nostro riferimento in Camozzi, è stata ottima. Il buon rapporto personale ha trovato conferma nella flessibilità, nella precisione dei tempi di consegna, molto ridotti rispetto alla media delle fonderie. Anche nella fase di sviluppo, in cui mediamente si richiedono 3-4 mesi, in 1,5-2 mesi gli stampi sono stati realizzati. Ma, probabilmente, il fattore principale che ci ha indirizzati e ci ha indotti a sviluppare la collaborazione è il livello di gestione avanzato della fonderia, basato sull’utilizzo di sistemi di programmazione avanzati, in grado di accelerare tutte le fasi di lavorazione e amministrative.

La Subfornitura - Attualmente quali progetti state sviluppando insieme?

R. - Con la creazione della Divisione Manufacturing del Gruppo Camozzi il rapporto si è esteso dalla fusione di alluminio anche ad altri settori, tra cui le materie plastiche (Plastibenaco), in cui abbiamo fatto partire rapidamente un paio di lavori; anche in questo settore la collaborazione è destinata a svilupparsi anche in fase progettuale. Sempre nell’ottica della collaborazione, dallo scorso anno si è attivata la collaborazione con Marzoli Foundry, la società del Gruppo Camozzi impegnata nella fusione della ghisa, un altro materiale impiegato nella nostra attività produttiva.

La Subfornitura - Sig. Piantoni, per concludere, quali saranno le tappe future della vostra crescita aziendale?

R. - Il nostro impegno è quello di poter sviluppare ulteriormente il nostro business. Tra l’altro nel nostro settore, per disporre di una certa programmazione del lavoro, occorre operare molto in anticipo: quanto si semina oggi, verrà raccolto, come prodotto venduto, tra un paio d’anni. Contiamo di poter sviluppare il nostro fatturato nei paesi emergenti (Cina, India,Sudamerica). Dall’ultimo trimestre del 2011 l’Italia è scesa al terzo posto tra i nostri mercati. Oggi siamo molto concentrati anche sull’organizzazione interna; puntiamo a migliorare ulteriormente le attività produttive, che dovrebbero permetterci di avere un vantaggio competitivo rispetto alla concorrenza. In questo ambito sono previsti investimenti anche per la formazione: sviluppando prodotti per la sicurezza è importantissimo che gli operatori seguano procedure precise ed effettuino controlli con una precisa metodicità.

Dalla direzione editoriale di : La Subfornitura , n.3 , mese di marzo 2012 – Interprogettied Editore